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Massicci movimenti migratori stanno interessando da alcuni anni il nostro pianeta e sono ormai una costante nei rapporti tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo o poverissimi. Sono più di 190 milioni oggi (2007) i migranti nel mondo, considerando lavoratori, familiari, irregolari e rifugiati.
Questi flussi, via via sempre più intensi, che hanno interessato negli ultimi tempi soprattutto l'Europa e, seppure al di sotto della media europea, anche l'Italia, provengono dalle zone in cui si concentrano maggiormente la povertà e squilibri demografici e sociali cioè la riva sud del Mediterraneo, l’Africa subsahariana, l’est europeo e l'Asia del Sud.
Sono la conseguenza della sovrappopolazione, della povertà, dei conflitti armati e del degrado ambientale in cui vivono gli abitanti di quelle zone.
Le due tragedie del mare di domenica notte sono solamente gli ultimi di una serie di lutti e tragedie che hanno colpito questo flusso ininterrotto di migranti dai sud del mondo. Sulle coste calabresi tra Siderno e Roccella Jonica causa il naufragio del barcone che li trasportava, partito alcuni giorni prima da un porto della Turchia sono morti 11 palestinesi e molti altri risultano dispersi. Un altro sbarco tragico con altri undici morti è avvenuto sempre tra sabato e domenica sulle coste della Sicilia. Dieci cadaveri sono stati recuperati a Vendicari, una riserva naturale tra Noto e Pachino, a sud di Siracusa. I migranti sono stati costretti a scendere dalla nave che li trasportava e a montare su due gommoni privi di motore e remi mentre al largo delle coste siracusane il mare cominciava ad ingrossarsi. Altri 35 migranti sono stati intercettati dalla Guardia Costiera a 3 miglia dalla costa di Lampedusa, altri 47 migranti sono stati bloccati a terra dalle forze dell'ordine a Marina di Palma.
Una situazione molto difficile per l’Italia: questi flussi migratori, che coinvolgono molto spesso anche donne e bambini, non possono e non devono essere ignorati o ancor peggio affrontati con politiche repressive. Come ha sottolineato il presidente Napolitano: ”L’Italia non può affrontare da sola la tragedia dell’immigrazione, ma deve unirsi all’Unione Europea”. Un problema così complesso, in effetti non può essere lasciato solamente ai singoli paesi, che però hanno il dovere di riflettere e studiare al proprio interno soluzioni che prevedono prima di tutto un’attenta comprensione del problema migranti,senza cadere in facili tentazioni razziste, anche e soprattutto in paesi di giovane immigrazione come l’Italia, dove il fenomeno migranti ha assunto toni drammatici dai primi anni ’90, con i drammatici sbarchi sulle coste pugliesi da parte di migliaia di albanesi.
Questo è un’ impegno che deve prendersi ogni singolo cittadino italiano, possibilmente aiutato dalle istituzioni, ricordando che nei primi del novecento, a bordo di quei barconi,che salpavano l’Oceano verso gli Stati Uniti, piuttosto che l’Argentina, c’erano cittadini italiani in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli proprio come ora lo cercano quei migranti che sbarcano sulle coste italiane.
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